Negli occhi del manga: intervista a Federica Di Meo

Federica Di Meo è l’autrice di una delle opere maggiormente apprezzate in Italia: Somnia.

Il suo percorso professionale si forma in un crescendo di emozioni, in cui la matita plasma le insicurezze in profonda determinazione e passione: dopo anni di studi cominciano le prime collaborazioni importanti, mostrando lavori dalle innumerevoli sfaccettature. La sua ultima opera è il volume unico a colori Somnia – Caccia al Tesoro, pubblicato da Panini Comics nel 2018. I suoi colori sono brillanti, sgargianti e pieni di vita, frutto dell’amore per gli anime e la cultura nipponica, in grado di rendere magico qualsiasi elemento apparentemente secondario. L’autrice sta attualmente lavorando a una serie manga per la Francia e mi ha raccontato diversi aneddoti davvero interessanti, accettando di rispondere alle domande de L’Ambidextre.

 

Intervista di Stefania Netti

______________________________

 

Come si è formata la tua esperienza da fumettista? È stata una scoperta casuale o innata?

© Federica Di Meo

Ho sempre amato disegnare, fin da piccolissima ci mettevo tutta me stessa. Credevo di non avere molte qualità, da ragazzina non avevo molta fiducia in me stessa, tranne che nella mia mano. Ero timida e quello era non solo l'unico modo per avvicinarmi agli altri, ma anche la strada che avevo scelto per esserci nel mondo. Grazie a quello nel tempo ho acquisito sicurezza e il disegno è diventato un compagno che mi stava vicino e mi faceva stare bene. Non avevo mai pensato di farne una professione, ma quando mi si è avvicinata la possibilità di studiare la tecnica del manga insieme a Maria Vannucchi, che era appena tornata dal Giappone, non mi sono fermata nemmeno a pensarci, mi ci sono buttata a capofitto. Quando faccio una cosa mi piace farla al meglio e capire come migliorare. Via via che studiavo sentivo che qualcosa dentro di me iniziava a voler parlare al mondo attraverso la matita e il pennino, e senza che me ne accorgessi ho iniziato a non poterne più farne a meno. Mi sono laureata nel 2007 in storia dell'arte, ma già allora avevo la sensazione che era questa la strada che dovevo intraprendere, mi sentivo finalmente al posto giusto. Ho iniziato a mettere su internet la storia che già qualche anno prima, dal 2004, accompagnava i miei viaggi di ritorno dall'università, Signi Clavis, un manga che già all'epoca era strano, era ambientato in Italia ma la storia e i personaggi avevano il colore del Giappone, era la storia che avrei sempre voluto leggere, e la sto ancora scrivendo, tra un lavoro e l'altro: è un po' il mio portafortuna! Quel centinaio di tavole che misi su internet all'epoca, frutto dei miei studi, mi permisero di conoscere tante persone, che fanno ancora parte della mia vita. È stata una magia capire che potevo far emozionare gli altri, da lì ho deciso che avrei dovuto provarci professionalmente, fino a quando fosse stato possibile. Ed eccomi qua a farlo sul serio, ma a divertirmi ancora come una ragazzina. Spero che questo non finisca mai.

Hai mai letto un manga che diventasse particolarmente rilevante per la tua ispirazione artistica? Se sì, quale?

Sono state due le opere che mi hanno segnata davvero, Ranma Nibun No Ichi di Rumiko Takahashi, e Manga Bomber di Kazuhiko Shimamoto. La prima mi ha accompagnato per tutta l'adolescenza, facendomi provare un'enorme gamma di emozioni seppur con una storia molto semplice e un tratto pulito ed essenziale, non riuscivo assolutamente a staccarmene. Credo che la capacità della Takahashi di dare profondità alla semplicità sia enorme, sono molto felice che le sia stata riconosciuta, è una specie di madre spirituale per me, adoro il suo modo di fare manga.
Manga Bomber invece è stato un enorme fulmine a ciel sereno. Nonostante i disegni siano molto ostici dopo due pagine in cui lo leggevo non riuscivo a staccarmene. Racconta la vita (al limite) di un mangaka giapponese, portando all'estremo le situazioni che un fumettista vive nella sua quotidianità; lì ho capito che era questo il lavoro che volevo fare, perché tutte le scene, tutte le battute, sentivo di comprenderle fino in fondo, mentre gli altri lo percepivano come un fumetto totalmente nonsense. Per me è stato un enorme lezione di vita!

Credi nel lieto fine? Pensi che il comparto narrativo debba necessariamente averne uno?

Sono decisamente un'amante delle storie a lieto fine, perché mi lego moltissimo ai personaggi di cui parlo e che disegno, ma anche a quelli che vedo nelle opere di altri autori. I personaggi per me hanno una loro vita che va rispettata, capita, seguita e onorata, non “venduta”. Sono sicura che i lettori si accorgano se un personaggio non sta seguendo il suo ordine naturale delle cose.
Sono conscia però che a volte un'opera ha senso solo con un determinato finale, in cui sembra che il protagonista stia perdendo tutto quello che ha, persino la sua vita. A volte, però, è quello il finale giusto; il nostro lavoro non è solo intrattenere, ma anche far capire a chi ci legge che deve vivere la sua vita con attenzione, cercando di vivere nel modo più pieno e giusto possibile ogni attimo della sua vita.

Qual è, invece, il tuo lieto fine? Come lo immagineresti?

Lavorativamente direi con un bello studio, illuminato da un'enorme vetrata che dà su una scogliera sul mare, dei validi assistenti che si divertono a lavorare insieme a me e con in tv qualche anime tratto dalle mie opere maggiori. Spero di portare a termine le storie che ho in testa, adesso faccio principalmente la disegnatrice e l'illustratrice, ma voglio essere anche un'autrice completa.

Non possiamo fare a meno di restare ipnotizzati dai colori del volume Somnia – Caccia al tesoro: ti andrebbe di parlarci meglio del tuo stile?

La Panini ha avuto fiducia in me, mi ha chiesto di fare un volume unico a colori, per dare una conclusione col botto alla serie regolare di Somnia. È stata una sfida enorme, ho in passato colorato molto a mano e in digitale, studio da anni il bilanciamento cromatico del manga nelle illustrazioni, ma non lo avevo ancora riportato nel mio lavoro. La difficoltà maggiore ha riguardato la quasi totale assenza del colore nel manga classico giapponese, quindi lo studio degli equilibri cromatici nelle tavole è stato frutto di una lunga ricerca sul campo, un vero e proprio approccio sperimentale. Ho cercato di mettere su carta quello che vedevo nella mia testa, quando disegno vedo le scene molto spesso a colori, quindi a volte questo mi ha aiutata. Io amo il colore, amo le vibrazioni, amo l'eccesso quando necessario, non ci vado giù leggera, e questo si vede molto bene nelle tavole. Credo che il carattere degli autori si veda tantissimo nel modo in cui inchiostrano e colorano, si riesce a conoscere molto bene una persona dai suoi lavori. Spero che i lettori mi abbiano perdonato per aver messo le loro retine a dura prova: credo che sia bello che si possa percepire la voglia di provare a fare qualcosa di nuovo, di proprio. Le prime tavole hanno una colorazione più equilibrata, più reale, mentre andando avanti con la storia il colore cambia con la trama e da realtà diventa possibilità, magia. I toni si fanno più accesi e gli accostamenti osano andare più in là del solito. Sicuramente mi hanno influenzato moltissimo gli anime, apprezzo molto la necessità dei giapponesi di dare vita anche alle singole foglie in uno sfondo di un frame. L'attenzione ai dettagli nipponica mi affascina da morire, ma sanno anche quando il bianco e il silenzio possano aiutare lo spettatore a soffermarsi su un momento importante della storia, e io ho cercato -per quanto sia ancora agli inizi in questo campo- di replicare con la mia voce questa cura.

 

© Federica Di Meo

Quali sono i punti di forza dei tuoi lavori?

Da quanto mi hanno detto credo che una caratteristica fondamentale sia l'energia. I corpi vivono, prendono il loro spazio, esprimono le loro emozioni e sono solidi, “fisici”. Anche il colore mi aiuta in questo, mi piace mostrare quanto questo mondo sia vario, e inconsciamente adoro unire tra di loro caratteristiche cromatiche che altrimenti non si incontrerebbero facilmente. Mi piace stupire prima di tutto me stessa: in ogni disegno o pagina deve esserci qualcosa che prima non esisteva, spero di non annoiare mai i miei lettori e di continuare a sorprenderli, e non solo.

Ogni autore sparge tra le pagine un po’ della propria anima. Qual è il tuo lato caratteriale che potrebbe emergere tra i vari disegni?

Penso che si possa vedere che mi diverto molto a disegnare, anche nei momenti difficili, anche quando le consegne sono dietro l'angolo, la pagina non mi pesa mai, il disegno è lì a spronarmi e a chiedermi di andare oltre. Immagino si senta molto una sorta di fiducia in sé stessi e anche il fatto che la prima cosa che vedo è il lato positivo di ogni situazione, quindi i miei personaggi sono diretti e agiscono spesso senza ripensamenti. Come a ognuno di noi, poi, nulla va mai sempre per il verso giusto, ma ci abbiamo provato. Ho sempre guardato al lavoro pacificatorio e catartico dell'arte, non sono d'accordo con chi dice che la vera arte può venire solo dalla sofferenza, mi sembrerebbe di sminuire l'importanza di vivere cercando di essere felici. C'è già veramente molto male al mondo, e sento che il mio talento non sta nel denunciarlo; ci sono moltissimi autori eccelsi in questo e cerco di supportarli, ma io sento di essere qui per dare una mano. Spero che finendo di leggere un volume disegnato o scritto da me per qualche istante ci si possa sentire meglio, più sicuri.

 

© Federica Di Meo

La serie Somnia ha riscosso un ottimo successo in Italia. Ti piacerebbe portare i tuoi lavori in Francia?

Assolutamente! In questo momento sto lavorando ad alcuni volumi per la Francia e il Belgio che usciranno nei prossimi anni. Spero anche che Somnia arrivi presto dai lettori d'oltralpe, è una serie molto legata a questa terra, anche fisicamente: una parte delle vicende si svolge tra i vicoli di Parigi e in un edificio fortemente ispirato al Louvre, che per me è sempre stata una terra fonte di bellezza e di libertà. Ho avuto modo in alcune fiere di conoscere i lettori francesi, ero un po' impaurita dal loro giudizio, sono un pubblico estremamente esperto e selettivo, ma sembra che le prime reazioni siano più che positive, sfogliavano i volumi di Somnia davanti a loro e qualcuno li ha voluti anche se non erano nella loro lingua! Spero di ripagarli della fiducia che mi stanno mostrando, ci tengo molto.

Se potessi disegnare un personaggio somigliante al tuo inconscio, quali sembianze assumerebbe?

Devo dire che esiste già, è il personaggio a cui sono più legata, anche se ormai più che il mio inconscio è una specie di versione alternativa di me stessa. È una ragazza dalla pelle scura, dal taglio di capelli fuori dall'ordinario, un sorriso smagliante e con una grande voglia di fare e di non farsi fermare da nessuno, ma che nonostante tutto a volte rischia di perdere di vista le cose importanti, finendo nei pasticci. Si chiama Giada (Da Signi Clavis).

 

© Federica Di Meo

Come hai vissuto questo lockdown? Quanto ha influito sulla tua vita personale e lavorativa? Ha cambiato la tua percezione del futuro o del mondo in generale?

Dopo lo spaesamento iniziale ho dovuto subito rimettermi al lavoro. Con le tavole è stato facile, lavorando da casa avevo anche meno distrazioni del solito; ho avuto sicuramente qualche problema nell'insegnamento del manga, che da anni è una parte molto importante della mia vita. Ora lo sto facendo online, ma all'inizio ho avuto parecchie difficoltà. Per quanto riguarda la percezione del mondo esterno devo dire che ho avuto sensazioni contrastanti, da un lato ho visto quanto possiamo fare se ci mettiamo insieme e se decidiamo di collaborare, dall'altro mi fa paura chi vuole prevaricare sugli altri e ritiene di essere nel giusto, di avere la verità in tasca.

I tuoi lavori hanno un’impronta fortemente Fantasy, ne approfittiamo per farti una domanda particolare: se potessi scegliere un superpotere, quale sarebbe? Perché?

Fermare il tempo. Credo che i fumettisti vorrebbero solo quello, per lavorare nel miglior modo possibile ai loro fumetti ma al contempo vivere una vita degna di questo nome, sono sicura di non essere l'unica a pensarlo.

Di quali Social Network disponi e su quali sei più presente?

Ho Facebook, Instagram e Twitter: mi piace interagire con le persone che mi seguono, dopotutto se sono qui è solo grazie a loro che hanno creduto in me.
Se volete trovarmi sono principalmente su Facebook, con il mio profilo personale e la pagina di Somnia.
Instagram ogni tanto lo aggiorno, quindi abbiate pazienza se non rispondo subito!

Quali testi si sono rivelati particolarmente utili durante il percorso di studi?

I testi che mi hanno accompagnata in questi anni sono molti, per anni ho studiato sulle pagine dei libri in Inglese: la tecnica del manga era ancora lontana dall'arrivare in Italia! A dispetto dell'età grafica che si fa sentire consiglio assolutamente tutta la serie di How to draw manga, che offre molti consigli tecnici che spesso non ricevono la dovuta attenzione. In generale la maggior parte dei libri giapponesi è estremamente valida, ma bisogna conoscere la lingua. Per l'anatomia è stato fondamentale per me il titolo Morfologia esterna del corpo umano e la serie collegata di Giovanni Civardi, edito dalla Castello: è un artista che riesce a rappresentare con semplicità e maestria le volumetrie del corpo umano. Ovviamente non può mancare Making Comics di Scott Mc Cloud e opere che illustrano come studiare le inquadrature, come Framed ink di Marcos Mateu Mestre.

Stai lavorando ad altri progetti? In tal caso, ti andrebbe di darci qualche piccola anticipazione?

Posso dire che sto disegnando una serie manga per la Francia, sono molto felice di poterci lavorare perché ha un taglio “seinen”, più maturo del solito. È stata scritta in maniera molto coinvolgente da Cab, un bravissimo giovane sceneggiatore francese, per la casa editrice Kana. La protagonista ha un carattere deciso e una visione molto particolare di come vanno le cose del mondo, anche perché la sua vita è costantemente messa alla prova. Qui trovate qualche informazione in più, spero davvero che possa piacervi!

 

© Federica Di Meo
Bibliografia
  • Somnia, Artefici di Sogni, volumi 1-4, Panini comics, 2013-2014
  • Somnia, la notte dei nove desideri, romanzo, Panini Comics 2014
  • Somnia, il Gioco del Serpente, volumi 1-4, Panini Comics, 2014-2016
  • Sacro e Profano, non ci indurre in tentazione, edizioni dentiblù, 2017
  • Somnia, Caccia al tesoro, Panini Comics, 2018

 

© Stefania Netti – L'Ambidextre – 2020

Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata senza previa autorizzazione.

Stefania Netti è un’appassionata di videogiochi e scrittura. Ella è autrice del romanzo Fantasy “Freyja”. Attualmente sta lavorando al suo secondo libro “Soulcity”.

 

Laisser un commentaire

Votre adresse e-mail ne sera pas publiée. Les champs obligatoires sont indiqués avec *