Momo: stralci nipponici in un villaggio normanno

Momo: stralci nipponici in un villaggio normanno

Momo, pubblicato in versione originale nel 2017, è una nuova e piacevole novità nel settore editoriale italiano, approdando giovedì 25 giugno con la casa editrice Tuné. Il fumetto della collana Tipitondi è la storia di una bambina dall’infanzia travagliata, benché ricca di quei valori inestimabili che plasmano la fantasia più pura e genuina che un bambino possa avere.

Jonathan Garnier è il responsabile del fulcro sceneggiativo, lasciando che Rony Hotin gli desse vita con i suoi disegni; Stefano Andrea Cresti, invece, si è occupato della traduzione in italiano.

Momo ha riscosso un grande successo, ricevendo diversi premi che ne hanno valorizzato l’importanza letteraria e artistica:

Vincitore del Prix Bull’Gomme

Vincitore del Pépite BD al Salon du livre et de la presse jeunesse de Montreuil

Nominato Prix Sorcières.

Jonathan Garnier fonda la sua storia sulle fotografie di Mirai-chan scattate da Kotori Kawashima, ricordandogli la sua infanzia nelle campagne della Normandia: la bambina giapponese è la fusione simbolica dell’autore e di Momo, col suo sguardo ribelle e l’aria selvaggia e sbarazzina.

Diversi sono gli spunti che hanno plasmato il romanzo, dando vita a una storia spensierata ma estremamente emotiva, ambientata in un villaggio portuale all’inizio degli anni ‘90.

Trama, valori e personaggi

La protagonista è Momo, una bambina di 5 anni che vive con la nonna in Normandia; la sua infanzia dovrebbe essere maneggiata con cura ed estrema attenzione, ritrovandosi invece senza una madre e con un padre quasi sempre lontano per lavoro. Lo scenario vede le vicende di una bimba dai capelli ribelli, una piccola guerriera che ama esplorare e che, alla sua tenera età, fa già commissioni per conto della nonnina. Durante l’esperienza narrativa la protagonista incontrerà diversi personaggi, alcuni rivelatisi davvero importanti in seguito a vicende drammatiche che ne sconvolgeranno la vita. Vorremmo valutare la possibilità di una futura analisi approfondita dei personaggi ma, per ora, preferiamo introdurvi con delicatezza nel dolce mondo di Momo, evitando ogni tipo di spoiler.

La piccola normanna ha un animo puro e amorevole, con un’immensa fantasia e una forte curiosità nei confronti del mondo, scoprendo i valori dell’amicizia e dell’amore in generale, seppur in modo infantile. Alcuni comportamenti istintivi, tuttavia, lasciano intuire quanto sia forte la mancanza genitoriale nella sua vita, lasciando trasparire una profonda tristezza, rabbia e frustrazione; per quanto sua nonna cerchi di non farle mancare nulla, si tratta di un compito estremamente difficile.

Nonostante le profondi lacune cicatrizzate nei meandri del cuore, Momo è una bambina sveglia, caparbia, senza alcuna difficoltà nel socializzare con gli altri, ritrovandosi a sconvolgere perfino l’equilibrio saccente di un gruppo di adolescenti. Grazie al fumetto sarà possibile andare oltre le apparenze, un pescivendolo scorbutico, un gruppo di teppistelli pericolosi o una ragazza solitaria che fuma e gira tutto il tempo sui suoi pattini. Si tratta di un romanzo di formazione in cui ogni valore si incastra come un tassello prezioso, mostrando gli aspetti importanti del percorso infantile. Sebbene si tratti di una storia fittizia, non riesco a immaginare una bambina di cinque anni girovagare per il paese senza alcun controllo: riflettendoci attentamente, tuttavia, è lo stesso Garnier che vuole farci intuire quanto fosse abbandonata a sé stessa, dovendo dipendere esclusivamente dalle attenzioni ormai deboli della nonna.

Non si saprà nulla della madre di Momo, riusciremo a malapena a intuire qualcosa sul suo conto, eppure resta uno degli aspetti più importanti in assoluto; non sapere nulla porta il lettore a focalizzare tutta l’attenzione sull’assenza del padre, il quale ha dovuto prendere le redini in mano e cercare di aiutare economicamente la piccola, costretto ad allontanarsi. La causa di così tante mancanze, probabilmente, è stata proprio la madre, motivo per cui non sento di giudicare e/o incolpare l’uomo. Situazioni simili, purtroppo, si presentano molto spesso nella vita reale: nonni costretti ad accudire i propri nipoti, genitori abbandonati dal proprio partner, situazioni economiche profondamente instabili e precarie. La nonna di Momo è una donna anziana con una vita alle spalle, perdite e sofferenze: provo una profonda ammirazione nei suoi confronti, pensando a tutte le donne forti che hanno scelto di tenere i nipoti sotto la propria ala protettiva.

Altri numerosi valori saranno presenti nel romanzo, in un mix davvero intenso e adatto a lettori di ogni età: la lotta al bullismo, la finzione delle apparenze, l’amicizia che va oltre i canoni dell’età e perfino l’amore.

176 pagine sapranno centrare il cuore del lettore, immedesimandosi in una storia fin troppo realistica e frequente, a partire dal semplice legame viscerale con i propri nonni.

Disegni e comparto narrativo: un ottimo connubio

Piccoli scenari pittoreschi decorano le pagine di un fumetto davvero piacevole per gli occhi. L’obiettivo di Rony Hotin è rappresentare la Normandia in un villaggio portuale dalle innumerevoli sfaccettature, con le sue tonalità calde baciate dal tramonto, che si alternano alla freddezza delle scogliere di gesso bianco. Il lettore riuscirà a immergersi facilmente nella storia, scorrendo le vignette con grande empatia e curiosità. Il duo è riuscito a plasmare un’opera assemblata con i perfetti ingranaggi, rendendo i disegni estremamente emozionanti grazie al comparto narrativo e viceversa. Durante la lettura mi sono fermata più volte ad ammirare ogni singolo dettaglio tecnico: il colore del cielo, i dettagli delle abitazioni, la fronte corrucciata di un personaggio; basti guardare il dolce viso di Momo dopo aver scorto suo padre in lontananza, provando un forte senso di malinconia.

La storia si plasma in modo molto interessante, spingendo il lettore a proseguire senza periodi di noia e mostrando una piccola evoluzione della protagonista. Il quadro comprende numerosi significati intrinsechi dietro a ogni personaggio, portando a un’interessante riflessione e analisi: volendo evitare ogni spoiler, tuttavia, posso solo confermarvi di essere davvero entusiasta. Il modo in cui la piccola aspetta suo padre con ansia mi ha ricordato i momenti in cui mio padre partiva per riunioni di lavoro: dormivo con mia madre nel lettone e abbracciavo il suo cuscino piangendo, con la tristezza pura di una bambina affezionata ai suoi genitori. Che si tratti di un tuffo nel passato o di una nuova scoperta piacevole per un bambino, Momo è adatto a chiunque e, forse, potrebbe farci capire che la vita è un’incognita molto complessa, con cui dovremmo convivere in modo sereno e apprezzando le piccole cose, perché improvvisamente potremmo non averle più.

Attendiamo con ansia la traduzione del secondo volume: ho il vago presentimento che Momo continuerà a circondarsi di gatti e piacevoli avventure da leggere tutte d’un fiato.

Fateci sapere se vorreste un’analisi approfondita dei personaggi e, soprattutto, se il fumetto è nella vostra wishlist.

 

VOTO 8

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