Intervista a Sara Migneco

Abbiamo avuto una lunga intervista con Sara Migneco, una vignettista italiana di grande talento. L'Ambidextre ha già avuto l'opportunità di pubblicare diversi suoi disegni, tra cui due del suo famoso Cinéquiz. Con lei abbiamo parlato della sua ricchissima carriera, dalla sua infanzia ad oggi. Pubblichiamo questo scambio in cui lei si apre volentieri al punto di parlare del suo amore per la Francia, dove un giorno potremmo trovarla in qualsiasi libreria che si rispetti. Prima di tutto, le ho chiesto di presentarsi ai lettori. Si è prestata volentieri all'esercizio, per il quale la ringrazio di cuore. (Version française)

Intervista di Xavier Arnaud.

 

Sono nata a Milano (ma siciliana di origine), da una famiglia di artisti. Sono sempre stata autodidatta, l’unico maestro di disegno che ho avuto durante l’infanzia è stato mio padre, che è un pittore. Grazie a lui ho imparato fin da bambina ad apprezzare i fumetti e la satira e ho trascorso l’intera infanzia a leggere fumetti, libri, ascoltare musica e disegnare.
Mi immergevo nelle letture del Mago, Linus, AlterLinus, poi i fumetti francesi, Pilòt, Metal Hurlant, Totem e tantissimi altri…
A 20 anni è iniziata la mia carriera, mi sono trasferita a Perugia per frequentare una scuola di Giornalismo Disegnato (era una cosa nuova per l’epoca, lo è tuttora, forse). La scuola era stata messa in piedi da Angese (Sergio Angeletti). Lui era un famoso vignettista (una delle firme pungenti che negli anni 70 e 80, insieme a Pazienza e molti altri, fecero la rivoluzione con il Male e molte altre riviste di satira).
Ho imparato, così, a disegnare e scrivere per la satira grazie all’esperienza che Sergio mi ha trasmesso.
In quei tre anni, grazie al nostro maestro, noi allievi abbiamo conosciuto i fumettisti più famosi, Vincino, Mannelli, Scozzari, Leone e molti altri…e poi gli sceneggiatori, Luca Raffaelli, Francesco Artibani, Claudio Chiaverotti, Stefano Rulli…(ne dimenticherò tanti, chiedo scusa), professionisti che venivano a conoscerci e a trasmetterci la loro esperienza.
E’ stato un periodo umano e professionale indimenticabile.

Ho iniziato a pubblicare sul Corriere dell’Umbria, accompagnando i giornalisti nei loro reportage e disegnando sul momento vignette di satira e di costume.
In quell’occasione ho conosciuto Amlo (Amleto De Silva), col quale si è creato fin da subito una grande sintonia artistica e un grande affetto fraterno (è tuttora uno dei miei più cari amici di sempre). Dopo qualche anno, terminato il corso, sono tornata a vivere a Milano e ho iniziato a collaborare con Linus e Comix come fumettista. Insieme ad Amlo abbiamo creato il nome d’arte migneco e amlo, io disegno e lui scrive i testi di satira.
Insieme abbiamo iniziato subito a collaborare con Cuore (storico e intramontabile giornale di satira), Smemoranda (con la quale collaboriamo ancora), e Musica!, magnifico inserto di Repubblica dove producevamo vignette di satira e costume a tema musicale.
Negli anni a seguire abbiamo collaborato su molti giornali e riviste italiane, Il Corriere della Sera, La Repubblica, L’Unità, Il fatto Quotidiano… alternando al lavoro insieme, progetti personali. Io, come illustratrice con case editrici di libri per ragazzi, SlowFood, Focus Wild, Mondadori, De Agostini, RCS, Helbling Languages e altri…
A 28 anni ho frequentato la scuola di Cinema di Milano e mi sono specializzata in animazione. Ho iniziato, così, a collaborare come animatrice a diversi progetti di lungometraggi con diverse case di produzione.
Mi ricordo quando disegnavo nello studio di Michel Fuzellier, (grandissimo regista, illustratore, sceneggiatore e produttore cinematografico francese) e arrivavano sul suo fax i disegni e le lettere del suo amico Moebius, loro si scrivevano così, col fax!…ricordo che andavo a sbirciare quei fax mentre uscivano, non ci potevo credere che arrivavano direttamente da Moebius, mi sembrava un sogno!

In quegli anni è nata la collaborazione con il regista cinematografico Davide Pernicano, col quale ho realizzato diversi cortometraggi e documentari a carattere sociale, tra cui: “Il manuale del giovane zombie”, un approfondimento sulle conseguenze nascoste degli incidenti stradali (premio Paesaggi Umani, Filmmaker Festival, Milano 2004; premio Visionaria Film Festival, Siena 2005; premio Corto Dorico Film Festival, Ancona 2005; finalista nel programma “La 25° ora”, trasmesso dall’emittente La7; Premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica, Miglior Film Italiano, Shortmoviefestival 2006); “I fiori nel cassetto”, 2006: indagine sugli insegnanti precari della scuola italiana e “Street Art Sweet Art2" al PAC di Milano.

Contemporaneamente, ho collaborato per diversi anni con studi editoriali, in qualità di grafica, impaginatrice e illustratrice.

Nel 2016 è nata la collaborazione con 7Corriere, vignette satiriche nella pagina della Posta di Lilli Gruber.

Ho vinto alcuni premi (tra cui il Premio Giovani per la Satira Politica a Forte Dei Marmi) e nel 2011 ho esposto alla Biennale di Venezia, nella sezione Torinese dei fumetti.

Con Amlo abbiamo partecipato a rassegne di umorismo e satira vincendo nel 2000 il premio "Pino Zac" per la Satira Politica a Forte dei Marmi.
Al nostro attivo, numerose mostre personali e collettive, e la collaborazione alla trasmissione televisiva "Gli Indelebili" su Italia1.
Sono appassionata di cinema da sempre, sul mio account Instagram (Sara Migneco-artist) ho inventato il –Cinequiz, indovina il film– (nome retrò scelto accuratamente), in cui disegno fotogrammi di film amati per mio diletto personale, sfidando e giocando con amici e follower a riconoscere i film.

XA: Grazie per questa lunga presentazione. Tu sei la figlia di Giuseppe Migneco?

SM: Giuseppe Migneco, il pittore era il mio prozio (il fratello di mio nonno). Mio padre, anche lui pittore, si chiama TOGO (Enzo Migneco). Mia sorella (Paola Migneco) e mia zia (Grazia Migneco) sono attrici di teatro, cinema e tv. L’altro fratello di mio nonno, Angelo Migneco, era un famoso autore di testi teatrali, per la TV e fumettista di satira politica. Era amico di Federico Fellini e lo ospitò nella sua casa di Roma per molto tempo, quando Fellini era giovane e voleva diventare un regista.
Si può intuire quanto possa essere stato difficile per una ragazza timida come me crescere con una famiglia così ingombrante e piena di aspettative, quando ero piccola.
Il disegno mi ha protetto, fatto da scudo. Per tutta la vita, in ogni occasione. Sono sempre stata una ragazza molto riservata e timida ma con un carattere forte e con le idee chiare.

XA: Che tipo di fumetti hai letto? Stai parlando di riviste, ma quali erano le tue letture francesi?

SM: I fumettisti che ho amato fin dall'infanzia e adolescenza (mio padre non ha messo censure nelle mie letture a fumetti) sono Nidasio, Moebius, Lauzier, Claire Bretécher, Quino, Wolinski (per la cui tragica e orribile morte (Charlie Hebdo) ho pianto per giorni), Pichard con la sua Paulette, Guido Crepax con Valentina, Corben, Reiser, i fumetti del Mago, B.C. e Wizard of Id di Jonny Hart (ce ne sono tantissimi altri).
Poi Andrea Pazienza (sopra tutti), Bill Watterson (Calvin e Hobbes), Edika (il genio), Hugo Pratt, Corben, Tanino Liberatore, Berkeley Breathed con la sua adorabile Bloom County e molti, molti altri…
In età adulta ho scoperto e amato molto Cyril Pedrosa Bastien Vivès, Régis Loisel,  Guibert Lefevre Lemercier con Le Photographe (magnifico), Maus di Art Spiegelman e tanti ancora …
Di Andrea Pazienza, (che è morto all'età di 32 anni, ricordo esattamente il giorno della notizia della sua morte) posso dire che per noi giovani fumettisti della nostra generazione è stato un riferimento assoluto ma anche una dannazione.
Era così bravo da essere in grado di passare da un genere all'altro mantenendo allo stesso tempo un'abilità impeccabile e il suo stile inconfondibile.
È l'arte dei grandi maestri, ne nascono pochi così.
Ed è quello che ho sempre amato e provato a fare: spaziare tra stili diversi (comici, semi realistici … ecc.) proprio per quello spirito che mi spinge sempre a mettermi alla prova e osare cose nuove.

XA: Parlaci dei tuoi studi a Perugia. Qual è stato il tuo primo interesse? Il disegno? Giornalismo? Tutti e due? Parlaci dell'influenza di Angese.  

SM: Il mio unico interesse è sempre stato solo il disegno, a Perugia ho scoperto che potevo usarlo per fare reportage e satira. E che la mia vena satirica poteva essere sfruttata per uno scopo nobile!

XA: Qual è stata l'influenza di Angese su di te, sul tuo disegno, sulla tua visione del disegno?  

SM: Angese era stato un grande amico di Andrea Pazienza. Gli chiedevo sempre di parlarmi della sua vita, dei loro rapporti… Guardavamo spesso insieme le tavole originali di Paz che Sergio aveva in casa sua e ci ragionavamo su, sempre con la massima ammirazione. Ridevamo molto del “peso specifico” delle tavole. All’epoca delle pubblicazioni di Paz, non c’era il digitale, quindi non si poteva correggere un disegno. Quando si faceva un errore, si prendeva un pezzo di foglio bianco e lo si incollava sopra l’errore (la “pecetta”), ridisegnando sopra…. questo vuol dire che le tavole erano pesanti, in alcuni casi, erano composte da stratificazioni di fogli e cartoncini… Angese aveva scorto molto potenziale nel mio tratto. Mi ha insegnato a sintetizzare (la satira è questo), a scrivere, a disegnare satira … era un maestro di vita.

XA: Quali sono secondo te le qualità speciali essenziali per un buon disegno satirico?
Sintesi, ovviamente. Ma cosa significa questo per un fumettista? C'è necessariamente una tecnica specifica?

SM: Non lo so, io sono autodidatta. Suppongo che ora insegnino il tratto satirico nelle scuole … Ma io ho sempre disegnato istintivamente. Certo, bisogna avere un tratto fresco e immediato e a me viene abbastanza naturale (sono cresciuta con “I Frustrati” di Claire Bretecher). Per disegnare un pupazzetto fatto bene, però, devi saper disegnare un corpo umano alla perfezione. Anche Mickey Mouse, dopotutto, è un corpo umano sintetizzato…

XA: Beh, guardiamo la cosa in un altro modo, allora…
Quali difficoltà si incontrano quando si fa questo tipo di disegno?
I personaggi e le situazioni ti vengono in mente spontaneamente o devi lavorare e rielaborare i tuoi personaggi?

SM: Spontaneamente. So tutto sui personaggi dei miei fumetti, chi sono, cosa fanno, che disagi hanno, anche se li disegno una volta e non li vedrò mai più. Ma comunque, la vena satirica è nel mio carattere. Sono una persona che fa satira parlando normalmente …  

XA: In quale contesto hai iniziato a pubblicare sul Corriere dell'Umbria?  

SM: Angese ci portava nelle redazioni dei giornali dove a ciascuno di noi studenti veniva assegnato un giornalista da seguire nei suoi reportage. E così disegnavamo sul momento fumetti e vignette su ciò che stava succedendo. Un'eccellente scuola di vita.

XA: E tu sei stata immediatamente pubblicata?

SM: Oh si, la mia prima orribile pubblicazione! (ah!ah!ah!) Sergio me l’aveva profetizzato che poi, negli anni a seguire l’avrei trovata brutta!

XA: L'hai tenuta?  

SM: Certo ma nessuno lo vedrà mai…

XA: Ah! Dannazione! Stavo proprio per chiedervi se potevamo vederlo! Questo darebbe speranza ai lettori più giovani!  

SM: Assolutamente no. Ma qualche anno dopo ho iniziato a lavorare su molti giornali e i miei vecchi disegni si possono trovare online.  

XA: All'epoca, hai affrontato la "censura" o il rifiuto di pubblicare?

SM: Nessuna censura, per fortuna.

XA: E nella tua carriera, la censura ha fatto parte della tua gestione quotidiana?

SM: Amlo e io siamo stati fortunati. Abbiamo sempre trovato degli ottimi direttori di giornali. L'ultimo, Beppe Severgnini, grande direttore di 7Corriere, ci ha sempre lasciati liberi di fare ciò che volevamo.

XA: Passiamo ad Amlo. Cominciamo da come vi siete conosciuti.

SM: L'ho incontrato per la prima volta al Corso di Giornalismo Disegnato. Era nella sezione di scrittura. Io nella sezione disegno. È più grande di me, era già un giovane uomo con le idee chiare e un'incredibile vena satirica. Ha un blog in cui scrive articoli satirici (www.amlo.it) che è molto popolare e scrive dei bellissimi libri. Tutto il successo che ha avuto in questi anni è meritatissimo.
E’ nata da subito tra noi una grandissima amicizia, lo amo come fosse mio fratello. Durante le lezioni disegnavamo e scrivevamo storielle e la sera, tra una birretta e l’altra, pianificavamo il nostro futuro artistico. Alla fine del corso, abbiamo deciso di rimanere in contatto (lui all’epoca viveva a Salerno, io a Milano) e di non perdere la possibilità di lavorare insieme.

XA: Se ho capito bene (scusatemi, sono francese, quindi non conoscevo questa collaborazione), voi disegnate e scrivete il testo, dopo aver trovato insieme il soggetto. E' così?

SM: Amlo scrive il testo e mi lascia libera di disegnare, ma so che altre coppie artistiche fanno diversamente. Siamo liberi e ci stimiamo fidandoci l’uno dell’altra.

XA: Giusto per essere sicuri di aver capito: così lui e lui solo sceglie il tema del disegno?

SM: Lui scrive il testo. Io penso a chi farlo dire.

XA: Hai qualche argomento preferito? In Francia si parla di "teste turche", anche se oggi non sono sicuro che questa espressione sia ancora ben accettata…

SM: Per molto tempo abbiamo preso in giro Berlusconi e la destra italiana (ma anche la sinistra), ma questa è l'attività principale di ogni vignettista satirico. Questi politici ci aiutano molto …
Ho sempre preferito far dire le battute a dei personaggi presi a caso. Raramente ho ripetuto un personaggio, quindi ne ho disegnati migliaia … tutti differenti. Ma come ho detto prima, conosco la vita e la morte di tutti, sono come dei figli.

XA: Parlami della vostra vita quotidiana di oggi. Naturalmente parleremo del Cinequiz, ma come si è evoluta la tua carriera? Di cosa siete più orgogliosi? E qual è il tuo più grande rimpianto? Quando parlo di rimpianti, sì, possiamo parlare di nostalgia o della vostra collaborazione. Dove sei oggi?

Amy Winehouse

SM: Non ho rimpianti (non ho tempo per averne). Piuttosto, vorrei dire una cosa a cui tengo molto.
Non ho frequentato scuole di fumetto, è vero ma ho avuto mio padre come insegnante, ed è stato molto severo. Per arrivare alla sintesi e alla realizzazione del mio stile, ho dovuto imparare a disegnare il corpo umano alla perfezione … Copiavo e copiavo dalla realtà, arrivavo a copiare anche i disegni di Michelangelo e Leonardo Da Vinci! Mio padre mi correggeva tutto, i disegni delle mani, dei piedi, le proporzioni, mi spiegava che è essenziale sapere come è composta la struttura ossea; che sotto la pelle c’è uno scheletro che bisogna rispettare.
Ricordo che una volta Andrea Pazienza disse che per disegnare un materiale, ad esempio il legno, bisogna sapere esattamente com’è fatto il legno, altrimenti non verrà mai disegnato bene, non sarà mai credibile.
C'è un'anima, nelle cose, devi conoscerla se vuoi disegnarla … E quindi ho trascorso la mia infanzia e adolescenza a disegnare ogni giorno, come una piccola nerd 😉
(*)

Ma questo è il prezioso bagaglio che mi ha permesso di crescere artisticamente. Il talento è essenziale ma è inutile da solo. Solo il talento e la pratica quotidiana insieme possono produrre qualcosa di significativo. Questo è molto importante per me. Il disegno è come la matematica, nulla deve essere sottovalutato.

Quindi se dovessi dare un consiglio a un giovane fumettista, sarebbe questo: disegna il più possibile, ogni giorno, impara a riprodurre qualsiasi cosa.

Negli ultimi anni, in Italia le cose sono cambiate, le storie a fumetti si chiamano graphic novel e la professione del fumettista è presa più in considerazione. Penso, tuttavia, quante difficoltà abbiamo avuto da ragazzi … quando le persone ci dicevano: ok, sei un fumettista ma QUAL è il tuo vero lavoro? ah! ah! ah!

 

 

 

 

Da alcuni anni condivido uno studio privato con altri artisti.
È un magnifico studio, una vecchia casa vicino al Naviglio Pavese … È molto bella la condivisione con altre persone che hanno interessi simili ai tuoi. Ci sono delle belle sinergie.

Ora sto lavorando su alcuni progettini, qualche fumetto, qualche illustrazione per l'editoria e alcune mostre e con Amlo pubblichiamo qua e là sui quotidiani. Non sono una che vive di rimpianti (se penso che soprattutto gli sbagli mi hanno aiutata a capire molte cose di me).
Tutto ciò che ho fatto, nel bene e nel male, mi ha portato qui. E va bene così.

XA: Approfitto della tua menzione di progetti di sceneggiatura di graphic novel.. Le disegneresti anche tu? 

SM: Si, ho qualche progetto… chiaramente con i miei tempi, nessuno mi insegue… e lo faccio nei ritagli di tempo.

XA: intendevo dire: disegneresti anche le graphic novel?  

SM: sì, certo!

XA: Parliamo di Cinequiz. Come è nato questo concetto?  

SM: Cinequiz è nato circa un anno fa, disegnavo fotogrammi di film che amavo per i miei amici e loro interpretavano i film. Poi una cara amica mi ha proposto di renderlo un gioco pubblico su Instagram anche per gli sconosciuti. E così è stato e in questa occasione mi sono resa conto che sono una vera fanatica di cinema da sempre, oltre che di musica.

XA: Come lo fai? Come viene fatta la scelta di questo o quel film?

SM: In maniera assolutamente istintiva. Questi sono i film che ho adorato. Per me disegnare è assolutamente necessario, come respirare, quindi per me ogni scusa è buona per farlo … ma in questo caso, unire due dei miei grandi amori – il fumetto e il cinema – è stato molto istintivo … un atto di amore.  

 

 

XA: Mi è stato detto che hai una leggera preferenza per i personaggi femminili. In un'intervista del 1996 per un giornale messicano, Moebius disse: "È molto diverso disegnare un uomo o una donna, perché in un uomo è sufficiente modificare leggermente le caratteristiche per ottenere espressioni diverse. Ma nelle donne, la precisione deve essere perfetto, altrimenti possono sembrare brutte o goffe". Condividi il suo sentimento? Sto pensando ad esempio a Simone Signoret e Romy Schneider.  

SM: Adoro Moebius come un grande maestro … qualunque cosa dica è giusta (l’ho anche conosciuto, era un uomo dolce e gentile). In questo caso, tuttavia, non sento lo stesso. Il corpo femminile, per me, è la cosa più perfetta da disegnare e ammirare sul pianeta.
In quanto donna credo di esserne facilitata ….. Penso che sia più un discorso di identità. Questo pensiero di Moebius l'avevo sentito dire anche da un grande fumettista italiano…. ma io non sento allo stesso modo, forse dipende dall'identità di genere.

 

 

XA: Tuttavia, questo deve essere visto nel contesto della presentazione che ha dato per trasmettere 18 consigli per coloro che vogliono entrare nel mondo del fumetto. Il suo punto 4 diceva: "Un'altra cosa da imparare con attenzione è lo studio del corpo umano, delle posizioni, dei modelli, delle espressioni, dell'architettura del corpo, della differenza tra le persone. È molto diverso disegnare un uomo o una donna, perché in un uomo è sufficiente modificare leggermente le caratteristiche per ottenere espressioni diverse, ma nelle donne la precisione deve essere perfetta, altrimenti possono sembrare brutte o goffe. Pertanto, affinché il lettore creda alla storia, i personaggi devono avere una propria vita e personalità, gesti che derivano dal personaggio e dai suoi "difetti"; il corpo si anima grazie a un messaggio trasmesso nella sua struttura, nella distribuzione del grasso, in ogni muscolo, in ogni piega del viso e del corpo. Disegnare è studiare vita." (fonte: http://lambidextre.over-blog.com/2020/07/qualche-consiglio-da-moebius-per-chi-vuole-fare-fumetti-7.html)
E se ti ho capito bene, potresti essere d'accordo almeno con la fine del paragrafo …  

SM: Disegnare è studiare la vita… oh sì, assolutamente. Penso che sia un discorso sull'identità di genere. Ci affacciamo al mondo del sesso opposto con curiosità e circospezione. Senza farne davvero parte, da estranei. Per me le donne sono molto facili da disegnare, sugli uomini devo prestare più attenzione.

Scarlett Johansson

XA: Torniamo alla tua tecnica per prepararti al Cinequiz.
Quando ne abbiamo parlato, ho immediatamente capito che era fondamentale per te vedere il film per catturare la scena che avresti disegnato. Quindi non è solo un'immagine disegnata.
Puoi spiegare il tuo processo creativo?  

SM: Certo. Per me, il Cinequiz è anche una scusa per rivedere i film che ho amato e per vederne di nuovi. Non disegno un fotogramma se non vedo l'intero film. Quindi, mentre guardo, o dopo, decido quali immagini e quali momenti potrebbe interessarmi disegnare.
Decido da un punto di vista estetico ma anche di intensità del momento.  

XA: Hai dei registi preferiti o preferisci attori e attrici?  

SM: Dipende dal film. Ci sono registi di cui vorrei disegnare tutti i film, ad esempio, e poi ci sono film in cui c'è un attore che amo, e lo disegno per quello.

XA: Cosa ti ha spinto a interessarti al cinema francese come parte del Cinéquiz?  

SM: Amo la Francia, ho sempre sognato di vivere in Francia. Il cinema francese è molto interessante, per me, dal punto di vista della fotografia, per esempio. Poi ci sono epoche e attori straordinari…

XA: Davvero? Cosa apprezzi particolarmente della Francia?  

SM: La cultura, l’amore per l'arte, i fumetti… quando vado a Parigi o Marsiglia mi sento a casa. Mio padre mi ha trasmesso quest’amore per la Francia, quando ero piccola andavamo sempre ogni anno a Parigi in vacanza.
Durante il giorno visitavamo le mostre e i musei e la sera stavamo al camping del Bois De Boulogne.

XA: Anche in Italia non ti manca l'ispirazione, vero?

SM: No, certo. Però in Italia vai in libreria e la sezione dei fumetti, fino a qualche anno fa, era solo di libri per bambini… Negli ultimi anni la situazione sta migliorando… per fortuna.

XA: Quali sono i tuoi ricordi più belli a Parigi? Quali mostre o musei?  

SM: Io e la mia famiglia andavamo a visitare tutti i musei e le mostre contemporanee. Da ragazzina  ricordo il divertimento di andare al Pompidou, per esempio.  Salire dentro a quei grandi tubolari…
All’epoca era così, noi bambini facevamo la vita dei grandi, non dico che fosse giusto o sbagliato (infatti ricordo che spesso mi annoiavo molto alle mostre, forse, invece, avrei dovuto giocare…). Era così e basta. Chiaramente questo ha i suoi aspetti positivi e negativi.

XA: Apprezzi l'arte contemporanea?  

SM: Dipende. Ma penso che bisognerebbe essere sempre aperti.  

XA: Potresti immaginare di lavorare in Francia un giorno?
In quale contesto?  

SM: Perché no…

XA: Hai mai avuto contatti con editori francesi, giornali francesi o hai semplicemente lavorato con i francesi?  

SM: Ho amici che vivono a Marsiglia, conosco bene la città … la adoro moltissimo. Ho avuto qualche contatto in passato, conosciuto ad Angouleme … Ho realizzato piccoli progetti. Ora sono in contatto con un editore … ma per ora è top secret.   

XA: Beh, che mi dici di Lione? Non dirmi che sei passata dalla città più bella di Francia senza fermarti lì (tranne che per lunghi minuti sotto il tunnel di Fourvière)?  

SM: ahh … non sono mai stata a Lione. Una lacuna che colmerò.

 

Sara Migneco può essere seguita su Instagram : @saramigneco

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(*) Nerd è un termine della lingua inglese con cui viene definito chi ha una certa predisposizione per la tecnologia ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta propensione alla socializzazione. Il termine è nato come dispregiativo, ma in seguito è stato reclamato in alcuni ambiti per definire una sorta di orgoglio e di identità di gruppo.

 

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